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....Proprio in quel mese 244.000 americani che non sono stati in grado di pagare tre rate consecutive del proprio mutuo hanno visto la propria abitazione andare all’asta o diventare di proprietà della banca che gli aveva dato credito; si tratta di un numero più che doppio rispetto all’anno precedente ed in forte crescita rispetto anche al mese di luglio. Molti di quelli che sono rimasti solventi hanno scoperto che il valore della loro abitazione stava andando sotto il valore dei mutui contratti. .Il panorama del mercato immobiliare è diventato ancora più nero; la prospettiva della vendita sul mercato delle case dei debitori insolventi ha depresso ancor più i prezzi delle abitazioni ormai già in flessione e ha scoraggiato l’avvio di nuovi cantieri: un colpo pesante considerando che, secondo molti, l’edilizia, e non le nuove tecnologie, era stata la causa della brillantezza dell’economia statunitense. Molti intermediari finanziari che non erano riusciti a recuperare i finanziamenti si sono rivalsi sui risparmiatori che hanno avuto azzerato il loro investimento. Inoltre, la caduta dei titoli non è rimasta confinata al settore subprime ma con fortissima velocità ha coinvolto altri mercati. La necessità di aumentare la liquidità ha infatti indotto a vendere le azioni, i cui prezzi apparivano ormai troppo elevati rispetto ai timori di rallentamento economico. E’ insieme iniziata la fuga da tutti quei titoli che sembravano meno affidabili. La crisi si è quindi diffusa velocemente ed in modo dirompente in tutti i settori finanziari e in tutto il mondo. Per crisi dei mutui subprime intendiamo quindi una delle peggiori bufere finanziarie degli ultimi anni che nasce da forti dissesti sui crediti concessi alla clientela non primaria (subprime) perché meno solvibile. La particolarità di questa crisi deriva dal non essere scatenata da fattori macroeconomici, come una recessione o uno squilibrio della bilancia dei pagamenti, ma da un grosso dissesto sui mercati finanziari; tale crisi finanziaria tende, invece, ad avere riflessi macroeconomici con un rischio di rallentamento dello sviluppo, più forte negli Stati Uniti ma rilevante anche nelle altre aree. Inoltre, benché l’innesco iniziale sia stato complessivamente modesto, il contesto dei mercati finanziari ha moltiplicato enormemente la deflagrazione. Non a caso il governatore della Federal Reserve Bernanke ha dichiarato che le autorità monetarie sono rimaste sorprese della violenza della propagazione. Il problema è che in questo modo si evidenzia una forte sottovalutazione dei rischi da parte delle Banche centrali, non solo di quella americana. La conseguenza più grave della crisi è la perdita di fiducia sulla trasparenza ed affidabilità del sistema dei mercati finanziari. I tassi d’interesse bassi e costanti degli ultimi anni hanno incentivato le famiglie e i detentori di ricchezza ad investire nel settore immobiliare con una forte crescita dei prezzi delle case. Questa dinamica in atto in molti paesi da diversi anni ha, a più riprese, preoccupato le banche centrali; in particolare la Banca Centrale d’Inghilterra e la Fed. Negli Stati Uniti la situazione favorevole e la forte domanda hanno indotto gli operatori finanziari a concedere mutui crescenti per l’acquisto di immobili e ad allargare il credito sotto forme diverse anche a famiglie e soggetti poco affidabili in termini finanziari. I tassi d’interesse praticati erano più elevati rispetto alla clientela ordinaria ma i requisiti di reddito per accedere erano del tutto insufficienti. Gli stessi intermediari, d’altronde, per proteggersi dal rischio che i mutui subprime comportavano, li rivendevano immediatamente sotto forma di titoli (cartolarizzazione), resi molto appetibili per i risparmiatori da tassi di interesse particolarmente elevati. In questo modo i mutui a rischio, una volta rimborsati, avrebbero prodotto un guadagno sia per l’intermediario finanziario (la banca), che si era liberato dei rischi, che per il risparmiatore. Il problema è che questo meccanismo sostanzialmente deresponsabilizzava la banca che concedeva il mutuo dal rischio di insolvenza, mentre incentivava la tendenza a trovare sempre nuovi clienti dei mutui, andando sempre meno per il sottile. Il risparmiatore, che acquistava il titolo, non aveva certo il polso della situazione; spesso per l’opacità dei titoli trattati; frequentemente non era neppure al corrente di avere a che fare con un’operazione di finanziamento dei mutui. Infatti era invalso l’uso di impacchettare i titoli assieme ad altri più innocui, facendo quelli che sono stati chiamati “salsicciotti” di titoli. I finanziamenti subprime davano luogo a catene di titoli che venivano rivenduti e rimpacchettati con altri titoli di natura completamente diversa. Il fatto è che come ha recentemente affermato l’ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale Rodrigo Rato, le banche Usa hanno collocato sui mercati con strumenti complessi e poco trasparenti una cifra enorme che si avvicina a 1300 miliardi di prestiti. Lo stesso risparmiatore, desideroso di elevati guadagni era fuorviato da una valutazione molto generosa sull’affidabilità dei titoli da parte di agenzie di rating che, in palese conflitto di interesse, avevano assistito le banche cartolarizzanti nel costruire i pacchetti dei titoli. Il sistema con tanti “salsicciotti avvelenati”, aveva un problema di inquinamento senza controlli efficaci. L’affidamento alle agenzie di rating (Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch) per il giudizio di solidità era mal riposto; sono abbondate le triple A, ad indicare un’ottima affidabilità dei titoli, per prodotti che ex post hanno dimostrato a dir poco di non meritarlo. La reputazione delle agenzie di rating è probabilmente la vittima maggiore della crisi; oggi vi è un problema di misura dell’affidabilità. Perché titoli del debito pubblico italiano o anche di tante imprese erano valutati molto meno di pacchetti di titoli con dentro obbligazioni spazzatura? Naturalmente questo pone un problema di come le scelte di acquisto dei risparmiatori vengono guidate nel sistema; più di qualcuno ha sollevato in Europa il tema di come avere la casa madre negli Usa sembra abbia portato le agenzie di rating a scelte benevolmente americanocentriche. Ma in questa fase il problema è più vasto: i risparmiatori non si fidano più dei loro riferimenti precedenti, ma non sanno nemmeno a chi guardare. E’ cresciuta l’incertezza dei mercati e questo ha conseguenze perché accresce le oscillazioni e fa aumentare il premio al rischio, cioè il supplemento di tasso di interesse destinato a compensare i maggiori timori. In definitiva il sistema dei mutui subprime aveva aumentato la distanza fra sottoscrittori e soggetti di fatto finanzianti. Nel caso in cui i debitori per qualche ragione non fossero stati più in grado di pagare le rate dei mutui, le perdite si sarebbero scaricate non sulla banca erogatrice del mutuo né su quella che aveva cartolarizzato i titoli, ma sui, tanti e sconosciuti, detentori finali dei titoli.
Un future è un contratto a termine con il quale si assume l'impegno di acquistare o vendere una certa quantità di una merce o attività finanziaria ad un prezzo e ad una scadenza futura predeterminati, però a differenza dei contratti a termine rappresenta un valore mobiliare, suscettibile di essere trasferito in modo immediato, ed è scambiato soltanto all'interno dei mercati borsistici ufficialmente riconosciuti. I future vengono generalmente utilizzati per operazioni di: Speculazione Copertura o hedging In Italia è possibile trattare i future sull'IDEM (Italian Derivatives Equity Market), il Mercato Italiano dei Derivati Azionari.
L'economia viene generalmente distinta in macroeconomia, che studia le variabili aggregate (consumo, investimento, risparmio) e microeconomia, che studia le regole di comportamento economico dei singoli soggetti. Da questa distinzione ne sono nate altre, che hanno dato origine, nel corso del tempo, a diverse discipline specialistiche, frutto dell'applicazione delle teorie economiche ai differenti settori economici (economia del lavoro, economia industriale economia agraria, economia dei trasporti, economia del turismo, ecc.). Per alcuni assume una certa rilevanza l'economia aziendale (in inglese Business Administration), che mette al centro degli studi l'impresa. Occorre poi distinguere tra economia politica, intesa come scienza economica e politica economica, che studia gli effetti dell'intervento dei poteri pubblici. All'interno della scienza dell'economia possiamo distinguere: Econometria | Economia e politica agraria | Economia aziendale | Economia bancaria | Economia cognitiva | Economia della conoscenza | Economia dell'informazione | Economia dell'innovazione | Economia finanziaria | Economia dei media | Economia dei settori | Economia del lavoro | Economia della scienza | Economia dello sviluppo | Economia ecologia / economia ambientale | Economia urbana / economia regionale / economia del territorio | Economia industriale | Economia internazionale | Economia monetaria | Economia politica | Economia del turismo | Econofisica | Finanza | Macroeconomia | Microeconomia | Scienza delle finanze | Politica economica | Storia economica | Storia del pensiero economico. All'interno dell'economia aziendale possiamo distinguere molteplici indirizzi di studio, ed in particolare: Corporate governance | Finanza d'impresa | Gestione delle risorse umane | Management | Marketing | Organizzazione aziendale | Supply chain management | Le aziende | All'interno del marketing possiamo distinguere ulteriori sottosistemi, in particolare: Marketing analitico | Marketing strategico| Marketing operativo | Marketing territoriale | Comarketing | Marketing sociale | Marketing etico | Marketing interculturale | Cause Related Marketing | Welcome marketing. La Finanza è la disciplina che studia processi con cui individui, imprese, enti, organizzazioni, e stati gestiscono i flussi monetari (raccolta, allocazione e usi) nel tempo. Essendo definita l'economia come la scienza che studia le modalità di allocazione di risorse limitate tra usi alternativi, al fine di massimizzare la propria soddisfazione la finanza, analogamente, è quella scienza che studia le modalità di allocazione del denaro tra usi alternativi, al fine di massimizzare la propria soddisfazione. Si distingue tra: finanza personale, che concerne i debiti e crediti che fanno capo agli individui, finanza aziendale che si occupa della ricerca e dell'impiego delle risorse finanziarie da parte delle imprese, finanza pubblica, riguardante le tematiche della ricerca e dell'impiego di risorse finanziarie da parte della pubblica amministrazione, finanza internazionale che tocca il tema dei flussi di denaro scambiati tra paesi (da origine di operazioni finanziarie che operative tra individui, imprese e pubblica amministrazioni internazionali). La Finanza si occupa poi degli strumenti finanziari, attraverso i quali avvengono gli scambi di flussi di denaro tra individui, imprese e Stati, oltre che dei mercati sui quali tali strumenti finanziari vengono negoziati. Finanza personale Decisioni di risparmio, investimento e indebitamento Gestione e valutazione degli investimenti Mercati finanziari, strumenti finanziari, e istituzioni finanziarie Il quadro di rendimento del rischio e l'identificazione dell'appropriato tasso di sconto dei beni Valutazione dei beni - sconto di rilevanti flussi di cassa; valutazione relativa; valutazione contingente L'allocazione ottimale dei fondi - In cosa investire - Quanto investire - Quando investire Finanza aziendale Preventivo del flusso di cassa e gestione del Capitale circolante netto Comparazione di proposte alternative Previsione e analisi del rischio Ottenimento dei fondi - fonti di debito (lungo, medio o breve termine) o di capitale (nel senso di proprietà) - struttura ottimale del capitale Allocazione dei fondi su investimenti di capitale a lungo termine, rispetto all'ottimizzazione del flusso di cassa a breve termine Politica dei dividendi Finanza pubblica Identificazione delle spese richieste da un'entità del settore pubblico Fonte(i) di reddito di tale entità Processo di preventivazione Una differenza rilevante fra un investimento finanziario e un produttivo è la capacità del secondo di creare ricchezza per la società. Esiste un discorso di etica della finanza, se la finanza sia un gioco a somma zero, capace solo di spostare denaro fra soggetti economici, o un gioco a somma positiva, in grado di creare ricchezza per alcuni di questi, se possa creare una "torta" più grande o solo cambiarne la dimensione delle fette.
Si usa dire che “il più grande inganno del diavolo sia stato far credere all’umanità che lui non esiste” ed è proprio grazie a questa diabolica tecnica che il signoraggio è padrone del mondo ma in maniera trasparente per tutti noi. Non sentirai mai parlare di signoraggio in TV o suoi libri, nessun cantante ci farà mai una canzone. I politici non litigheranno mai per il signoraggio e non vedrai mai la Guardia di Finanza arrestare qualcuno per quest’argomento. Il signoraggio è il massimo potere del pianeta e tutti noi ne siamo schiavi. Tecnicamente il signoraggio è il lucro che si genera dal creare moneta. La legislatura internazionale prevede attualmente che siano le Banche Centrali a creare moneta, sia contante che scritturale. Un esempio chiarirà il meccanismo: Creare una moneta (sia essa di carta, in metallo o virtuale come un c/c) ha dei costi, dovuti alla materia prima, alla manodopera e ai servizi necessari di contorno, come la distribuzione, le tecniche anticontraffazione, etc.. Il costo maggiore è il materiale di cui è composta la moneta, e l’insieme di tutti i vari costi su indicati vanno a determinare il suo VALORE INTRINSECO. La moneta però riporta sulla facciata un numero che indica un altro valore: il VALORE NOMINALE (o, per l’appunto, DI FACCIATA o anche LEGALE). I due valori (intrinseco e nominale) differiscono tra loro e la loro differenza determina quello che si chiama SIGNORAGGIO, ossia il guadagno che ha chi ha creato quella moneta. Ovviamente chi crea moneta tende a segnare un valore nominale più alto possibile rispetto al valore intrinseco, altrimenti ci rimette (signoraggio negativo), come avviene ad esempio nel conio delle monetine da 1, 2, 5 o 10 centesimi di euro, poiché per farle occorre spendere 15 centesimi. Guarda caso il conio di monetine metalliche è riservato allo Stato e non alla BCE. Ora vediamo ciò che avviene nella creazione della moneta-oro e della moneta-carta. Anticamente le monete metalliche erano in oro e quindi con un valore intrinseco piuttosto alto. Il “signore” che coniava queste monete imprimeva loro un valore nominale più alto per poterci guadagnare e permettersi così un “aggio” economico notevole. Infatti questo Potente riceveva l’oro (da ricchi commercianti o direttamente da miniere) con la richiesta di convertirlo in moneta sonante e semplicemente metteva la sua effige per GARANTIRE la bontà del pezzo da lui creato (coniato). Era una sorta di garanzia e per questo aveva il suo guadagno. In soldoni.. una moneta veniva dichiarata come contenete 10 grammi d'oro mentre in realtà ne venivano impiegati in fase di conio solo 9 grammi (con l'aggiunta di 1 grammo di metallo non nobile). La differenza tra il valore nominale dichiarato (10 grammi) e valore intrinseco effettivo (9 grammi) era il signoraggio (un grammo d’oro per moneta). Quando all’oro si è sostituita la carta il discorso è peggiorato (per noi) e il signoraggio è arrivato a quasi il 100%. Infatti per stampare una banconota da 5 euro o una da 500 euro bastano 30 centesimi di euro e consideriamo anche che tale banconota non è più legata all’oro (non ha più ‘copertura’ e non è più ‘convertibile’). Questo vuol dire che il Signore moderno, ossia chi oggi CREA moneta (ad esempio la BCE in Europa o la Federal Reserve negli USA) ha un potere enorme. Infatti questi organi privati (tutte le Banche Centrali sono private) possono ricattare o comunque influenzare intere Nazioni. Basti pensare che la Banca Mondiale (di proprietà della Federal Reserve e della Banca d’Inghilterra, a loro volta tutt’e due private e padrone anche del Fondo Monetario Internazionale) nega prestiti a quei Paesi che NON ACCETTANO di privatizzare il settore dell’acqua potabile! E questo è solo un esempio. Chi ha ben capito il meccanismo del signoraggio ora avrà anche compreso che ELIMINARE la banconota è un’azione PEGGIORATIVA in quanto sparisce, per le Signore Banche, il ‘costo’ e aumenta al 100% il signoraggio sulla moneta elettronica. Inoltre la moneta è sottoposta ad un interesse (ad. es. 3%) che fa lievitare il debito dei Cittadini di un Paese sovrano oltre il valore nominale della moneta stessa! In pratica una moneta (banconota) da 100 euro costa al cittadino 103 euro e al Banchiere solo 30 centesimi. Questo è il signoraggio. Si potrebbe ovviare a tutto ciò in un modo molto semplice: basterebbe infatti che lo Stato, finalmente Sovrano, emettesse moneta senza debito, come fa, ad esempio, con le monete metalliche (naturalmente quelle con valore nominale maggiore del valore intrinseco, ad esempio i pezzi da 50 centesimi, 1 e 2 euro). I più smaliziati avranno capito ora la presa in giro del defunto governatore DUISENBERG nei confronti di TREMONTI quando quest'ultimo chiedeva di sostituire le monete metalliche da 1 e 2 euro con banconote di pari valore e l'ex governatore (morto in circostanze misteriose) rispose dicendo: "Ma il sig. Tremonti sa che così facendo il suo Paese perderebbe il diritto di signoraggio sulla massa di denaro sostituita?". Dal momento che la banconota non ha un corrispettivo in oro (le banconote sono convertibili in dollari USA ma dal 1971 il Dollaro USA non è più convertibile in oro) non c’è ragione che ad emetterla sia una entità privata né tanto meno che questa entità abbia un monopolio su tale emissione. Inoltre le spese per servire questo prestito (interesse) sarebbero evitate e lo Stato, ovvero tutti noi, avrebbe la REALE autonomia di gestione del Paese. Chi teme che lo Stato possa in qualche modo iniziare a stampare moneta fuori misura e fuori controllo è una persona che non ha fiducia nello Stato. Sappiamo bene che i politici nostrani sono collusi con ogni interesse immaginabile (banche, petrolio, armi, droga, prostituzione ecc..) ma la domanda che dobbiamo porci è molto semplice: Perché un politico dovrebbe RIFIUTARE la responsabilità di creare denaro per il popolo? Se egli è onesto non ci dovrebbero essere problemi poiché opererà secondo ETICA e REGOLE corrette e democratiche. Solo un politico disonesto, con un ultimo barlume di sincerità dirà: “No, guarda.. non darmi questa stampante in mano perché mi conosco e mi stamperei montagne di soldi per me e i miei amichetti!”. Fortunatamente in questo caso la soluzione è semplice: si ringrazia e si manda a casa l’individuo prima che possa fare, per sua stessa ammissione, dei danni terribili. L’ultimo caso è che il politico sia effettivamente disonesto... Ma se è disonesto perché dovrebbe rifiutare una così ghiotta occasione? Non per remore morali in quanto abbiamo detto che è già disonesto. Se non lo fosse (disonesto) accetterebbe subito la stampante e si comporterebbe come i tanto decantati Governatori di una qualsiasi e privatissima Banca Centrale, ai quali è riconosciuta stima e saggezza fuori dall’ordinario e notoriamente operano secondo il bene della Comunità. Einaudi ebbe a dire:”Alla scarsità dell’oro si è sostituita la saggezza del governatore [della Banca Centrale, n.d.A.]” (sic!). Ma allora un ladro perché non ruba? Forse perché c’è un pezzo grosso molto più potente di lui? Forse c’è un’entità che NON VUOLE dargli la stampante e far si che si crei denaro per il popolo (pur con il rischio di ruberie politiche)? E questa entità superiore è onesta? Se così fosse DOVREMMO IMMEDIATAMENTE cedergli ogni potere, poiché saprebbe ben governarci, di sicuro meglio del politico di cui sopra, o no? E se fosse invece disonesta perché ha in mano la stampante e affama il popolo facendolo vivere in un regime di anemia finanziaria? E questa entità superiore disonesta tanto, anzi più, del politico chi è se non Il Grasso Bankiere©? E’ evidente che il politico NON VUOLE E NON PUO’ prendere la stampante in nome del popolo perché i banchieri privati internazionali NON LO PERMETTERANNO MAI. Eleggiamo persone che sono sponsorizzate dai banchieri e che quindi non opereranno mai in un’ottica popolare ma sempre a vantaggio dei loro VERI DATORI di lavoro. E’ pur vero che solo POLITICAMENTE si potranno invertire le cose ma per far ciò occorre la CONSAPEVOLEZZA di una grande fetta della popolazione, che sia informata, cosciente e motivata ad operare un RADICALE CAMBIAMENTO NELLA SCENA POLITICA. A tal fine questo articolo deve essere divulgato presso il Popolo tutto, assieme ad altri scritti, libri, manifestazioni e dibattiti pubblici che spieghino quale sia LO VERO MALE DELLO MONNO e le soluzioni terribili e dolorose che si dovranno presto adottare per non cadere nel baratro. In un prossimo articolo approfondiremo aspetti importanti della questione e chiuderemo in un terzo articolo parlando di Riserva Frazionaria, altra truffa questa, vera responsabile dell’Inflazione e del potere delle Banche Commerciali che creano denaro dal nulla tramite i Conti Correnti che ci obbligano oggi ad avere. (Sandro Sascucci) Cos'è la "Finanza Etica"? Associazioni senza scopo di lucro e fondazioni Società cooperative Società di investimento dell’Economia sociale Banche.
Dobbiamo dire che non esiste una definizione univoca di ‘finanza etica’, vi vengono infatti fatte rientrare numerose e diverse esperienze, da quelle dei fondi comuni di investimento etici, alle fondazioni, alle banche o cooperative finanziarie etiche. Ciò è dovuto principalmente alle diversità sociali, legislative ed economiche che si riscontrano nei diversi Paesi. Diversi sono anche gli intermediari finanziari etici o alternativi che sono venuti a crearsi nei vari Paesi: Associazioni senza scopo di lucro e fondazioni. Società cooperative. Società di investimento dell’Economia sociale Banche. Per la maggior parte tutte queste strutture sono riunite nell'International Association of Investors in the Social Economy (INAISE), che raccoglie 40 membri di 16 Paesi differenti. Alcuni esempi: FRANCIA | Faim et développement è un fondo comune d'investimento che si pone l'obiettivo di incrementare le entrate del coordinamento di ONG cattoliche de CCFD, tramite l'eccesso sul tasso d'inflazione degli interessi netti maturati devoluti dai risparmiatori. Société d'Investissement ed de Développement International -SIDI, è una società commerciale per azioni che finanzia le piccole e medie imprese locali e dei paesi in via di sviluppo con gli utili provenienti dalle SICAV e dai Fondi di rotazione o investimento a finalità etica o umanitaria, partecipa all'azionariato delle microimprese costituite nei paesi in via di sviluppo e si impegna alla creazione di società locali di investimento e promozione di banche popolari solidali. Banque Industrielle ed Mobilière - BIMP, è una banca che fornisce garanzie ai finanziamenti delle associazioni per l'inserimento di fasce sociali deboli, gli strumenti di raccolta delle risorse sono garantiti dalla presenza in numerosi fondi di garanzia. Cigale, è un'associazione non profit che finanzia piccole imprese e cooperative del settore alternativo, tramite il versamento da parte dei soci di quote mensili, partecipando poi al capitale. Institut de Développement de l'Economie Sociale - IDES, è una società di partecipazione al capitale di rischio che finanzia l’economia sociale, tramite fondi di garanzia costituiti prevalentemente del Governo ed acquista quote di imprese cooperative, azioni e obbligazioni di societa' dell'economia sociale. GERMANIA | Otobank, è una banca cooperativa che incentiva l’investimento del risparmio in settori alternativi, offrendo le forme classiche di raccolta del risparmio (depositi, conti correnti). Netzwerk Selblife e Stattwerk, è un fondo alternativo che finanzia attività socialmente utili, mediante la raccolta di contributi e quote tra i soci. GRAN BRETAGNA | Charities Aid Foundation - CAF, è una fondazione che finanzia il volontariato e sensibilizza le banche ad attuare politiche di sostegno del non profit, svolge funzione di intermediario tra organizzazioni del volontariato e banche. Industrial Common Ownership Finance Limited ICOF, è una società cooperativa a responsabilità limitata, reperisce fondi a favore di iniziative dell'economia sociale, soprattutto cooperative, impiegando sovvenzioni statali e dal 1994 utilizza i fondi della ICOF Community Capital. Mercury Provident, è una banca cooperativa che effettua raccolta di risparmio etico a sostegno di progetti socio-ambientali a livello locale, offrendo ai risparmiatori le forme classiche di raccolta di risparmio a tassi d'interesse ridotto. STATI UNITI | Women’s World Banking (wwb@swwb.org), è un'istituzione finanziaria non profit che incentiva il finanziamento di progetti presentati da donne anche in paesi extra USA. Offre le forme classiche di raccolta del risparmio. Accion, è una organizzazione non profit che combatte la povertà e la fame nelle Americhe formendo credito alle microimoprese. Si finanzia ricorrendo ai fondi rotativi, fondi di garanzia ed al fondo Gateway, veicolo di investimento azionario in realtà innovative. Pax World Fund Family Nato dall’idea di due esponenti della Chiesa Metodista che volevano impegnare i propri risparmi in attività rispettose delle loro convinzioni religiose, investe in società socialmente responsabili, escludendo completamente le compagnie che producono armi, tabacco e alcolici. NUOVA ZELANDA | Prometeus Fondation (prometheus@xtra.co.nz) , è una fondazione che finanzia progetti socialmente responsabili, tramite i redditi derivanti dal fondo disponibile e dalla raccolta del risparmio presso i soci. Prodotti etici in senso stretto-Offrono all’investitore la garanzia di un uso equo e moralmente corretto del denaro. Prodotti indirizzati-Utilizzano il capitale raccolto a sostegno di specifiche attività socialmente utili. Prodotti umanitari-Hanno l’obiettivo di incrementare le risorse destinate alla solidarietà internazionale.In Italia il settore è rimasto parecchio ingessato a causa della legislazione bancaria italiana. Infatti la prima legge bancaria (r.d.l. 12 marzo 1936, n° 375, convertito nella Legge n° 141 del 7 marzo 1938) ha contribuito a creare poca flessibilità nel sistema creditizio. Solo con la Direttiva n° 646 del 1989 della Comunità Europea si è aperta la strada al riordino del sistema bancario, concretizzatasi con la Legge Amato n° 218 del 30 luglio 1990 che ha ammodernato la nostra legislazione bancaria del 1936 e con il Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (n° 385/1993) che afferma il carattere d’impresa dell’attività bancaria. I primi esempi risalgono agli anni 70 con la Mutue di Autogestione (MAG) che garantivano l’accesso al credito a quelle cooperative ed associazioni che operavano, senza scopo di lucro, in attività di carattere sociale ed ambientale. Le MAG sono consorzi costituiti sotto forma di società cooperativa, formate da soci dotati di personalità giuridica (associazioni, cooperative, circoli) che come missione sociale hanno quella di sostenere il Terzo settore, di promuovere l’integrazione sociale, con raccolta del risparmio tra i soci per finanziare attività a favore della solidarietà sociale, della tutela ambientale, del commercio equo. Il finanziamento è rivolto a imprese senza scopo di lucro, fondate sui principi della mutualità, dell’autogoverno democratico, della trasparenza nell’uso delle risorse. (Es. Mag 3 ora divenuta CTM-MAG, Piazzetta Forzatè 1, Padova, tel. 049, 651865, e-mail ctmmag-s@protec.it, o MAG 4 Piemonte, Via Vigone 54, Torino, tel. 011/4474555, e-mailMAG4Piemonte@mbox.icom.it). A partire dal 1994, grazie all’accresciuto interesse verso il non-profit, assistiamo in diversi comparti della finanza italiana ad una crescita di strumenti o intermediari chiamati ‘etici’. Nella prima fase soprattutto per una questione di immagine, negli ultimi anni perché sui è compreso che l’economia sociale può avere notevoli potenzialità di sviluppo economico ed occupazionale. COSIS S.p.A. | La Compagnia degli investimenti sociali (CIS) è una società per azioni senza fine di lucro, nata nel 1985 dalla collaborazione tra l’Ente Cassa di risparmio di Roma e vari soggetti dell’economia sociale, con lo scopo di sostenere iniziative sociali per lo sviluppo dell'occupazione e fornire alle imprese sociali assistenza tecnica e finanziaria. COSIS opera come una finanziaria di sviluppo e oltre al finanziamento di medio-lungo termine la CIS effettua veri e propri investimenti di capitali nei progetti delle imprese sociali che siano in grado di raggiungere buoni livelli di autofinanziamento tali da consentire la remunerazione del capitale investito. Inoltre mette a disposizione delle imprese non profit capacità manageriale, esperienza imprenditoriale, il know how delle più significative realtà del mondo profit italiano. BANCA ETICA | Il 10 giugno 1995 viene costituita da 22 associazioni del Terzo settore la Cooperativa Verso la Banca Etica, con l’obiettivo di raccogliere il capitale sociale necessario alla costituzione della prima Banca Etica italiana. Nel 1996 viste le notevoli limitazioni operative previste per la banca di credito cooperativo, viene deciso di puntare alla costituzione di una banca popolare con un capitale sociale di 12,5 miliardi. Il 30 maggio 1998 viene raggiunto la sottoscrizione dell’intero capitale sociale e quindi avviate le procedure per l'autorizzazione ad operare sul mercato. L’8 marzo 1999 viene aperto a Padova il primo sportello di Banca Etica in Italia. FONDAZIONI BANCARIE | Ora nuove opportunità di finanziamento si aprono con la riforma che ha indirizzato le fondazioni bancarie verso il finanziamento di progetti di utilità sociale nei campi della ricerca scientifica, istruzione, arte, tutela dei beni culturali e ambientali, sanità, assistenza alle categorie sociali deboli, come previsto dal ddl n° 153 del 1999, attuativo della legge n° 461 del 1998. Saranno messe a disposizione del non profit ingenti risorse economiche, visto il loro immenso patrimonio, stimato in 60-70 mila miliardi di lire. A oggi rimane però aperta la questione relativa a come il non profit potrà intervenire nella determinazione delle politiche di intervento degli enti. |
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